Stromboli
Stromboli è un isola di formazione molto recente, l'ultima fra l'Eolie ad essere emersa dal mare. Forse la sua nascita è stata preceduta da quella dello Strombolicchio, un piccolo vulcano di cui l'ultimo resto è lo scoglio isolato nel mare, che sorge a 1,6 km. a nord di Stromboli. Il cono vulcanico di Stromboli (dal greco “Strombos”, rotondo) è alto 926 metri, con un perenne pennacchio di fumi che lo rendono famoso in tutto il mondo. L’isola ha la forma conica, di un vulcano appunto, e ciò che noi vediamo è solo la parte emersa di un vulcano di 3.000 metri di altezza il cui volume complessivo è 25 volte più grande di quello della parte emersa. Stromboli è caratterizzata dalla sovrapposizione di più vulcani, al centro la cima più alta, la Serra Vancori, a nord c’è il cratere Cima e più a nord il cratere attualmente attivo che è delimitato da due creste formate da ammassi di lava (“Filo del Fuoco” e “Filo di Baraona”). Lo Stromboli è in continua attività esplosiva, e si alterna ad eruzioni di ceneri e di vapori, e con frequenti colate di lava che scendono lungo la “Sciara di Fuoco”, ossia un pendio quasi di mille metri, che scende a picco sul mare. Ma proprio a causa della frequente e abbondante attività esplosiva, spesso ci sono stati degli infortuni, alcuni mortali, tra gli escursionisti che, senza aiuto della guida, si sono avventurati sul vulcano. La zona settentrionale di Stromboli è rocciosa, invece in quella orientale sono presenti colline, dove si coltivano viti e olivi. Inoltre una delle caratteristiche dell’isola, oltre ai vulcani, sono le bellissime e lunghissime spiagge di sabbia nera e le calette di roccia lavica: la più interessante è la Grotta di Eolo. L’economia dell’isola, non poteva che basarsi sui traffici e sui commerci marittimi, essendo soprattutto la tappa di passaggio obbligato per i naviganti che attraversavano il Mar Tirreno. Nel XIX secolo, l’isola poteva contare su un traffico organizzato da 65 velieri, che collegavano la Sicilia a Napoli. La successiva introduzione delle navi a vapore e delle comunicazioni ferroviarie, ed il contestuale risveglio degli elementi naturali come il maremoto del 1930 , provocarono una grave crisi dell’ economia di Stromboli, che obbligò molti ad abbandonare la propria terra . Ma finalmente dagli anni '50 l'isola ha scoperto la sua attitudine al turismo, tra l’altro, aspetto molto particolare, ad esempio, è dato dal fatto che le strade continuano ad essere prive di illuminazione, ma i cieli stellati di Stromboli sono così luminosi che non si sente la necessità di altre luci. La parte nord-orientali di Stromboli è ricoperta da un bellissimo manto verde, dove spiccano le tipiche case bianche eoliane, divise da lunghe siepi di fichi d'India per delimitarne i confini. In quest'area si trovano gli abitati di Stromboli: Scari, San Vincenzo, Ficogrande e Piscità. San Vincenzo è il cuore turistico di Stromboli, un borgo animato nei mesi estivi, con le sue stradine, negozi, boutique, e la grande chiesa settecentesca di San Vincenzo. Le case rispecchiano ancora il vecchio stile eoliano: piccole e a forma di cubo, sono costruite in special modo per resistere ai frequenti scossoni della terra. All'esterno della casa c'è il terrazzo con le tipiche colonne a sostenere il pergolato a vite. A Stromboli sono stati meno ricchi i ritrovamenti; nel villaggio di San Vincenzo, tra i resti delle capanne di un villaggio dell’età del Bronzo antico (2200-1400 a.C.) sono stati portati alla luce molti oggetti riconducibili la cultura di Capo Graziano. Infine nella zona di Ginostra si trovano alcuni resti risalenti all’età del Bronzo antico, mentre a Scari è stata portata alla luce una necropoli greca (IV-III sec. a. C.).
Ginostra
Ginostra è un piccolissimo e tipico centro abitato situato nella parte occidentale dell'isola di Stromboli . La caratteristica di questo meraviglioso paesino è che può essere raggiunto solo via mare, non esistono strade e ci si può spostare solo attraverso tipiche scalinate. Ginostra possiede il porto più piccolo del mondo, viene infatti chiamato "pertuso";trascorrere una vacanza a Ginostra significa fare un viaggio indietro nel tempo per ritrovare sapori, suoni e atmosfere ormai, perdute .Il paese abitato fino agli inizi del secolo da un migliaio di persone, conta attualmente solo una quarantina di residenti. L'abitato è costituito da abitazioni nel tipico stile eoliano, grandi ed appartate, disposte a teatro, in una conca naturale che guarda il tramonto. Il mare offre un'ottima vista dei fondali; è molto pescoso e per chi invece ama la vita da spiaggia trova la scogliera antistante il paese o affascinanti arenili vulcanici di colore nero, raggiungibili in barca, in canoa o per i più intrepidi a piedi.